CARLO VIGHI Artista pittore. Produzione dipinti, bassorilievi e sculture.
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Il Mito

“Anche se non si volesse credere alla verità che nascondono, è impossibile non credere alla loro incomparabile potenza simbolica. I miti restano [..] un ponte gettato verso la trascendenza”

(E. Junger)

Esiste un nesso fondamentale tra logos e mito, tra verità e interpretazione: la filosofia ermeneutica parla di rapporto intrinseco ai due concetti. Il filosofo Luigi Pareyson (1918-1991), capostipite del pensiero ermeneutico in Italia, sviluppò nella sua ricerca una teoria sulla verità fondata sulla relazione tra soggetto-verità-interpretazione, non ci poniamo di fronte alla verità come ad un oggetto, poiché la verità è inoggettivabile e inseparabile dalla nostra interpretazione. Così nelle parole del filosofo: “L’interpretazione è il possesso mai definito di un infinito” (L. Pareyson, Verità e interpretazione). Dunque la verità è possesso, si dà come interpretazione di un infinito che siamo chiamati costantemente a svolgere. Ecco, allora, che il nesso tra verità e interpretazione fa riferimento al mito in quanto mediazione comunitaria del nostro rapporto con la verità.

 Il mito è già un’interpretazione della verità, è quel luogo sorgivo in cui si radicano arte, religione e anche la stessa filosofia. È pensiero originario, rivelativo, è coscienza dell’essere nel pensiero che precede la distinzione tra razionalità e irrazionalità, è poesia, esperienza religiosa, arte.

 Il mito è il luogo in cui si sedimentano le questioni esistenziali originarie, precede il logos e ne è la scaturigine. Il mito parla, attraverso un linguaggio simbolico, di una verità come fonte inesauribile il cui senso non può essere colto attraverso la ragione. “Il simbolo dà a pensare” come ci rammenta un altro grande filosofo, Paul Ricoeur: il simbolo è dono fecondo che stimola il pensiero, è latore di un senso che va sempre interpretato e ogni sua interpretazione non ne esaurisce mai la ricchezza perché diviene lo spunto di un nuovo inizio del filosofare.

 Ciò che la filosofia porta alla luce con la lettura ermeneutica è la narrazione di un rapporto ontologico con l’origine, è un’interpretazione della verità come prospettiva esistenziale, è coscienza che ritorna su se stessa ed è esperienza che racconta del rapporto tra finito e infinito.

A cura di Monica Daccò